Perfezionare la degustazione in bocca

Passando dai vinelli di pronta beva alle grandi bottiglie che riempiono la bocca con sensazioni persistenti, si incontrano scenari assai diversi. Una volta introdotto in bocca, il vino investe la lingua e il palato, dando luogo a una serie di sensazioniche possono prolungarsi anche dopo che il liquido sarà stato ingerito (o allontanato dalla bocca). Un degustatore professionale potrà esprimere le sue sensazioni assegnando un voto (da 1 a 10, ad esempio) per ciascuno degli assi che compongono l’equilibrio di un vino. Un degustatore che desideri trasmettere le proprie impressioni, invece, assocerà un nome a ogni livello della scala, con un approccio al vino decisamente più letterario e fantasioso.

 

La fase iniziale

Fin dal primo assaggio, il vino ci fornisce un’impressione che potrà essere definita, secondo i casi, ingannevole, sfuggente, franca, netta, ampia, aromatica, intensa. In questa fase si potranno anche impiegare i termini utilizzati per la struttura.

 

La fase centrale

È il momento della degustazione vera e propria. In questa fase è comodo procedere con analogie: il vino può essere paragonato a forme geometriche o, meglio ancora, a un essere umano: non a caso di parla di “corpo” del vino. Nel caso di analogie con forme geometriche, si cerca di descrivere la forma che il vino assume in bocca. Si useranno allora termini come piatto, vuoto, angoloso, spigoloso, contorto, diretto, longilineo, quadrato, rotondo, pieno. Quando si analizza la struttura del vino le analogie sono riferite all’ossatura umana. Se la struttura è debole o inesistente, il vino sarà scheletrico, piccolo, esile, debole, gracile, misero, sottile. Se invece presenta una maggiore struttura, diventerà aereo, leggero, svelto, franco, largo, strutturato, sostenuto, solido, deciso, ben costruito, tozzo, corpulento, robusto. Se la struttura diventa eccessiva, il vino sembrerà massiccio, enorme o grossolano. L’ossatura è rivestita dalla carne (detta anche corpo), dalla sostanza del vino. Si impiegheranno, dunque, termini come vuoto, cavo, magro, leggero, tenero, soave, ampio, pieno (strutturato), rotondo, carnoso, sostanzioso, energico, denso, consistente, pesante, grasso, spesso. Questa sostanza è caratterizzata anche da un certo grado di fluidità: il vino potrà quindi essere acquoso, leggero, scorrevole, beverino, fluido, morbido, fondente, spesso, pesante, oleoso, pastoso, vischioso.

 

La fase finale

Dopo aver inghiottito il vino, le impressioni gustative continuano a manifestarsi nella bocca. È come se un vino “fantasma” premesse nel palato. Questa fase finale potrà essere corta, fugace, interrotta, sviluppata, lunga, prolungata, persistente, e anche molto persistente, quando la bocca resta a lungo permeata dalle sensazioni gustative lasciate dal vino. La persistenza, cioè l’arco di tempo durante il quale il vino continua a stimolare i recettori sensibili agli aromi, si misura in secondi. Per concludere, occorrerà trovare un’espressione sintetica per definire il vino dal punto di vista dell’aroma, dell’equilibrio, dello stile d’insieme. Non è cosa da poco. Per vini decisamente sgradevoli, si impiegheranno termini come grossolano, rozzo, chiuso, muto, misero, modesto, dissociato, severo. I termini elogiativi potranno essere rustico, giovane, fresco, nuovo, gradevole, franco, diretto, aperto, sviluppato, pronto, ampio, completo, tonico, virile, vigoroso, maturo, grasso, carnoso, opulento, profondo, strutturato, concentrato, distinto, e ancora sottile, fine, gustoso, equilibrato, armonioso, complesso, ricco, inebriante, energico.

 

L’età del vino

Come ogni essere vivente, che nasce e muore, il vino ha un’età. A ogni stadio corrisponde un termine che indica il suo grado di evoluzione:

  • primo stadio: immaturo, giovane, nuovo, fresco, novello
  • secondo stadio: pronto, maturo, all’apogeo, con un futuro, che deve aspettare
  • terzo stadio: spento, svanito, stanco, vecchio, canuto, decrepito, finito, passato, maderizzato

Non bisogna dimenticare, tuttavia, che si possono incontrare giovani che non hanno nulla da dire e vecchietti che sanno ancora raccontare storie straordinarie.

 

 

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