Il vino sfuso

Vi ricordate la damigiana? Conteneva la bevanda quotidiana dei nostri nonni: un vino senza pretese, ma gradevole e genuino. Ancora oggi, l’acquisto di vino sfuso rappresenta un modo economico per procurarsi il vino di tutti i giorni. Il vino è definito “sfuso” quando non imbottigliato. Acquistando vino sfuso, ci si possono procurare quantità di vino più o meno grandi: dalla cisterna d’acciaio da 220 ettolitri, alla tanica di materiale plastico da 20 litri, al bottiglione da 5 litri. Nella maggior parte dei casi, si tratta di vini destinati al consumo corrente, di qualità media, ma è possibile trovarne di più pregevoli. sono, per lo più, vini da bere in breve tempo; d’altra parte, nulla impedisce di provvedere personalmente al loro imbottigliamento, per poi conservarli in cantina. È piuttosto raro che vini di grande qualità siano venduti sfusi.

 

Dove acquistarlo

Per il privato, la formula più vantaggiosa sembra quella dell’acquisto diretto dal produttore: in questo modo è possibile trattare personalmente con il viticoltore e degustare il vino ancora nel fusto, prima di compiere la scelta. È spesso possibile, inoltre, visitare gli impianti e i vigneti, il che consente di farsi un’idea delle condizioni della proprietà e delle cure che vengono prestate ai vini durante la loro elaborazione. Anche alcune cooperative e cantine sociali offrono ai propri clienti le medesime opportunità. Quando si rivolge a un commerciante all’ingrosso, il privato deve prevedere, generalmente, l’acquisto di quantità rilevanti. È più frequente, però, l’acquisto di qualche litro di vino “alla spina”, effettuato presso un negozio al dettaglio, sovente l’enoteca sotto casa.

 

Scegliere con attenzione

Anche se non si tratta di acquistare vini di prestigio, è indispensabile adottare alcune cautele. Se il produttore ha un solo vino da proporvi, degustatelo con attenzione, prima di prendere una decisione. Conviene ricordarsi che raramente il vino che un produttore vende sfuso è identico a quello che commercializza in bottiglia. Com’è logico, il vinicoltore, seleziona sempre i vini meglio riusciti per destinarli all’imbottigliamento. poiché non vi farà assaggiare questi ultimi vini, resterete privi di elementi di paragone. Se, invece, il produttore dispone di varie tipologie di prodotto, non esitate a provare tutti i vini che propone sfusi. potrete fare la vostra scelta con cognizione di causa.

 

Risparmi notevoli

L’acquisto di vino sfuso permette di realizzare economie dell’ordine del 25%: per consuetudine, infatti, il prezzo di un litro di vino sfuso non supera quello fatturato dal produttore per una bottiglia da 0,75 litri. Acquistando quantità elevate, si riducono anche i costi di trasporto. Se, tuttavia, si prevede di imbottigliare personalmente il vino, occorre considerare anche il prezzo dei tappi e delle bottiglie. Nel caso si acquisti vino in botte, bisognerà tenere conto anche dei costi, peraltro contenuti, della rispedizione del fusto. Generalmente, questo tipo di acquisto viene effettuato in gruppo: è sufficiente mettersi d’accordo con qualche amico, per acquistare un paio di centinaia di litri di vino, che verrà poi imbottigliato con tutti i crismi. Questa operazione rappresenterà sicuramente l’occasione per una simpaticissima riunione conviviale.

 

Immagazzinare damigiane, fusti e altri contenitori

Giunto a destinazione, il vino avrà bisogno di un periodo di riposo (almeno una quindicina di giorni per un vino che abbia viaggiato in fusto) prima di essere consumato o imbottigliato. In quest’ultimo caso si depositerà il contenitore nel medesimo ambiente in cui avverrà l’imbottigliamento, per evitare ogni ulteriore spostamento. Le taniche di plastica, saranno sistemate a circa 80 centimetri dal suolo (al livello di un tavolo). A loro volta, i fusti saranno posti ad almeno 30 centimetri dal suolo, per consentire di spillarne il vino fino all’ultima goccia, senza bisogno di spostarli.

 

Il vino in damigiana

Potete conservare il vino in damigiana per alcune settimane purché abbiate l’accortezza di verificare che il contenitore sia chiuso ermeticamente. Se vi sorge il dubbio che la tenuta del tappo non sia perfetta ponete nella damigiana, sulla superficie del vino, un dischetto di “flor stop” che proteggerà il vostro vino dai rischi di fioretta o di altre malattie. Si tratta di un dischetto di paraffina che galleggia sulla superficie del vino e rilascia una minima dose di una sostanza naturale estratta dalla senape, che protegge il vino senza lasciare alcuna traccia né di odore né di gusto.

 

Il consumo

Non pensate di poter spillare il vino, giorno dopo giorno, dalla damigiana per consumarlo con calma. Il contatto della superficie del vino con l’aria provocherebbe in poco tempo la formazione di fioretta e successivamente di acescenza. Il vino va dunque necessariamente imbottigliato. Se intendete consumare il vino nel corso dell’anno potete utilizzare tappi poco costosi come quelli di conglomerato, in quanto sarebbe inutile ricorrere ai preziosi tappi da invecchiamento. Un altro espediente per ridurre le spese è quello di utilizzare bottiglioni anziché bottiglie. Se valutate che il consumo della vostra famiglia si aggiri sulla bottiglia al giorno o sulle due bottiglie ogni 3 giorni, il bottiglione può costituire un’ottima soluzione, permettendovi di dimezzare la spesa per l’acquisto dei tappi.

 

 

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